Vacanze Acaya

Informazioni utili

Mercato settimanale: venerdì
Santo patrono: Sant'Oronzo
Festa patronale: prima domenica di settembre
Abitanti: acayesi
Come si raggiunge: SS 613 fino a Lecce, tangenziale est di Lecce, SP 298
Guardia medica: 0832/892303

Cenni storici

Anticamente il borgo era denominato Segine, nel XII secolo divenne parte della Contea di Lecce, poi fu concesso in dalla casata degli Angiò prima al Convento di S. Giovanni Evangelista di Lecce e poi a Gervasio Acaya, la cui stirpe tenne il feudo per tre secoli.

Nel 1535 il grande magister Gian Giacomo dell'Acaya, ingegnere militare di Carlo V, fece costruire la cinta muraria, bastioni, fossato e baluardi al castello fatto edificare dal padre alcuni anni prima.

Oggi è l'unico esempio di città fortificata dell'Italia Meridionale, conserva ancora la sua bellezza e il suo stile inizio rinascimentale, nonostante le guerre succedutesi nei secoli e soprattutto l’invasione turca de inizio 1700.

Un centro urbano dall'atmosfera di altri tempi, con una forte capacità di attrarre turisti, durante una vacanza a Lecce è d'obbligo una visita all'Acaya.

Il castello testimonia la presenza di un potere feudale e di una popolazione povera e sottomessa intorno, lo scopo della sua edificazione e la fortificazione della cittadina di Acaya rispondeva all’esigenza di difendere, fu per questo che la cintura perimetrale bastionata fu rivolta verso il mare, verso Lecce e verso i piccoli centri limitrofi di Acquarica, Vanze, Strudà, Pisignano.

Le mura perimetrali della cittadella di Acaya hanno forma rettangolare con tre baluardi, robusti bastioni, un camminamento di ronda per le guardie ed un fossato.

La costruzione del castello iniziò nel 1535, di struttura trapezoidale dispone di diversi ambienti al piano terra, due torri di forma circolare, collegato con la terraferma per mezzo di un ponte , inoltre un doppio ordine di casematte furono disposte a sua difesa sia verso il fossato che verso la campagna; nel lato nord del castello si trovano il forno e il mulino ovvero un’area destinata ai servizi essenziali gestiti dai vassalli; nel castello venne anche costruita una cappella ad uso del barone.

L’Acaya fu dotata di un sistema viario geometrico, fu ristruttura la chiesa matrice , la torre campanaria e face edificare il Convento dei Minori Osservanti di Sant'Antonio.

Il borgo cittadino dell’Acaya venne strutturato in modo da essere adatto a contenere una popolazione di 300 fuochi, circa 1500 abitanti, allo scopo di garantire al borgo un’autonomia sufficiente a sostenere un assedio di alcune settimane in attesa dell’arrivo dei rinforzi; sicurezza del borgo e laboriosità della popolazione nelle attività dell’agricoltura e della pastorizia permettono alla cittadella di prosperare fino al XVI secolo, momento di massima densità demografica e sviluppo economico, la sopravvenuta morte di Gian Giacomo Dell'Acaya nel 1570 ne determinò un periodo di irreversibile decadenza.

Acaya è al centro di una decisa attività di recupero e rilancio storico, culturale e turistico da parte dell'Amministrazione Comunale del comune di Vernole e della Provincia di Lecce.

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