Vacanze Vignacastrisi

Informazioni utili

vignacastrisiCoordinate geografiche: 39°59′00″N 18°20′00″E
Altezza sul livello del mare: 92 metri
Territorio: fa parte del Comune di Ortelle
Come si raggiunge: SS 613 fino a Lecce, tangenziale ovest di Lecce, SS 16, uscita Poggiardo, Ortelle

Cenni storici

Alle origini il piccolo centro di Vignacastrisi si chiamava Vinearum Castren, è stato nominato per la prima volta intorno all’anno Mille, in occasione dell’annessione delle sue terre a quelle della contea di Castro; il toponimo si riferisce probabilmente alla coltivazione dei vigneti, dunque si parlava delle “vigne di Castro”, il tralcio di vite è presente infatti anche sullo stemma civico, oppure ancora Vignacastrisi significherebbe “campagna fortificata”.

Pare che per molti decenni le famiglie allargate di Vignacastrisi vivessero facendo a meno dello scambio delle merci, ovvero in comunione dei beni, tutto apparteneva a pochi nobili a cui la popolazione era sottomessa e a cui delegava l’amministrazione delle ricchezze: la famiglia dei Guglielmo che vivevano nel palazzo del borgo e la famiglia dei Baroni Bacile che viveva in una masseria in periferia, tutto apparteneva a loro: i raccolti del grano, orzo, avena, fave, lino, olive, olio, mosto e vino.

Gli uliveti erano però alla base dell’economia dell’epoca, la produzione dell’olio l’attività più interessante: 4 frantoi funzionanti per poche centinaia di abitanti del casale. 

Ancora oggi per gli abitanti di Vignacastrisi il paese è diviso in zone corrispondenti agli gli antichi rioni: “li Cutizzi” a nord, rione “Santu Lia” a Ovest, il rione Ponte, e il rione Mare, comprendente tutta la zona che dalla piazza lungo l’antica strada conduceva al mare.

La zona Canali è la parte che nasconde la parte più antica e ancora sconosciuta, tanto che nella vegetazione si possono intravedere caverne, cumuli e costruzioni sepolcrali.

Monumenti e chiese

La posizione geografica di Vignacastrisi era assai favorevole ai fini del controllo del territorio, una sorta di fortificazione naturale circondava il casale: le zone dei “Canali” e delle “Purgianne” ovvero dei canali naturali di scolo delle acque molto profondi a creare dei dirupi scoscesi, difficili da risalire, insieme alla vallata da attraversare, rendevano impossibili le comunicazioni.

La Chiesa Parrocchiale dell’Immacolata, una chiesa fortezza del 1500, in cui gli abitanti del paesino si sarebbero potuti rifugiare in caso di attacchi delle flotte ottomane. 

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