Vacanze Nardò

Informazioni utili

nardòMercato settimanale: venerdì
Santo patrono: San Gregorio Armeno
Festa patronale: 20 febbraio
Abitanti: neretini o naretini
Come si raggiunge: SS 16 fino a Lecce, da qui si imbocca la SS 101 per Gallipoli, uscita Nardò

Cenni storici

Nardò ha origini antiche che trovano conferma, grazie a preziosi ritrovamenti, fin dalla preistoria. Come centro abitato risulta fondato dai Messapi. Infatti l'etimologia del suo nome è riconducibile alla parola nar, di derivazione illirica, che significa acqua. Da nar la Nerìton greca e il Neritum o Neretum latino.

Conquistata dai Romani nel 269 avanti Cristo, fu attraversata dalla famosa Via Traiana. Dopo la caduta dell'impero romano, Nardò passò sotto il dominio dei Bizantini, dei Longobardi e nel 1055 dei Normanni.

Nel 1266, con l'arrivo degli Angioini, inizia per Nardò l'epoca feudale. Sotto gli aragonesi, nel 1497, fu assegnata ad Andrea Matteo Acquaviva, il cui figlio Belisario, divenuto duca, diede inizio al lungo possesso degli Acquaviva, protrattosi fino agli inizi del sec. XIX.

Molta della storia di Nardò deriva anche dai numerosi ordini monastici che stabilirono i loro conventi nella città interessata per tutto il XVII e il XVIII secolo da alternanti fasi di stallo e periodi di vigore economico-culturale. Dette fasi erano legate in parte a vicende locali e in parte ad eventi come quello della rivolta del 1647, che da Napoli si era trasferita in periferia. Con la scomparsa del feudalesimo, nel primo decennio del 1800, iniziò ad affermarsi la borghesia ben presto in possesso del potere politico ed economico della città.

Possesso che, durato per tutto il Risorgimento e fino ai primi del Novecento, fu causa di un progressivo arricchimento borghese e di una sorta di scollatura con il paese reale costretto, causa la miseria e la disoccupazione, a lottare anche tramite l'estrema forma dell'occupazione delle terre pur di recuperare la paga di qualche giornata. La situazione andò peggiorando tanto che, il 9 aprile 1920 a seguito di una storica rivolta, si parlò di Repubblica neritina. Il confronto politico degli anni '50 era ancora dominato dalla questione della occupazione delle terre dell'Arneo.

Monumenti e chiese

La quantità e la qualità dei monumenti neretini le valgono il titolo di città d'arte al pari delle più belle, e solo più note, località della Puglia. Nardò, a pochi passi dai principali luoghi di vacanza della Puglia, si lascia ammirare già alle porte della città dove è situato il tempietto dell'Osanna: un gioiello in pietra leccese rappresentante un luogo di culto orientale. Un gran numero di chiese rende unico il centro storico come la chiesa di S. Antonio da Padova, la chiesa di S. Giuseppe con l'elegante facciata a tamburo, l'imponenete Cattedrale risalente tra il 1080 e il 1088 contenente splendidi affreschi e altari finemente intagliati.

Scintillante testimonianza dell'era barocca è però la chiesa di S. Domenico che vanta una facciata in carparo scuro ricca di elementi architettonici unici per bellezza, una magnifica tela del D'Orlando, una corona e un baldacchino dorato all'interno. Considerata da molti la piazza più bella della Puglia, Piazza Calandra è un vero e proprio scrigno di tesori.

L'impressione è quella di essere circondati dall'eleganza e dal gusto grazie alla settecentesca facciata del Palazzo della Pretura, alla guglia dell'Immacolata che si staglia fiera al centro della piazza per ben 19 metri di pura arte barocca.

Seguono il cinquecentesco Sedile oggi sede del Circolo Cittadino e la fontana del Toro, animale simbolo della città. Degni di nota sono poi il castello aragonese e il teatro comunale. Direttamente dalla storia trova ispirazione la cavalcata storica organizzata in concomitanza con la Fiera dell'Incoronata, l'11 e il 12 di agosto. Sempre in agosto l'immancabile appuntamento con la "Sagra delle stuzzicherie": balli, canti e piatti tipici a volontà.

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