Vacanze Ceglie Messapica

Informazioni utili

Ceglie MessapicaMercato settimanale: sabato 
Santo patrono: Sant'Antonio da Padova e san Rocco 
Festa patronale: 13 giugno e 18 agosto 
Abitanti: cegliesi 
Come si raggiunge: SS 16 Bari-Brindisi, uscita Ostuni-Ceglie Messapico 
Guardia medica: 0831/377258

La località

Ceglie Messapica si erge su un colle. Deriva il proprio nome dall'antica Caelia d'origine messapica. Le origini di Ceglie risalgono a vari secoli prima di Cristo. Erodoto ci riferisce un aneddoto su Japige, mitico re di Creta.

Il re, colto da una furiosa tempesta mentre si recava in Sicilia, riuscì a salvare se stesso e i suoi uomini, con un approdo di fortuna sulle coste del Salento.

La bellezza del territorio lo spinse a viaggiare in lungo e in largo per la Puglia, dove si fermò per lungo tempo ospitato con i suoi soldati nella città di Kailia, l'originario nome di Ceglie. Altre teorie dicono di un popolo, i Pelasgi, giunto in Puglia dall'Oriente, che costruirono le fondamenta delle antichissime mura, i "paretoni" delle "specchie", costruzioni formate da grossi blocchi di pietra.

Quando, circa 700 anni prima di Cristo, i Greci innestarono su queste terre i propri costumi, la cittadina pugliese prese il nome di Kailia. Essa era difesa da quattro cinte murarie che sostenevano le"specchie", ovvero blocchi megalitici alti fin oltre i 20 metri e con un diametro fino a 60 metri; il perimetro della cinta muraria era di 5 chilometri.

Al di là delle mura, dove oggi è la chiesa di San Rocco, vi erano due templi dedicati rispettivamente ad Apollo e a Venere.

Con i messapi Ceglie divenne una città tanto ricca, prospera e ben difesa da essere eletta a capitale militare. Numerosi sono i resti archeologici lasciati dal passaggio dei Messapi: il sistema difensivo (specchie, fortini messapici, mura e muraglioni) innanzi tutto, che attesta la vocazione militarista della civiltà messapica; le necropoli e le innumerevoli iscrizioni, monete, vasi e trozzelle messapiche. Tali reperti oggi sono conservati in parte nel locale Museo Archeologico di Ceglie, ma sono presenti con dovizia di esemplari anche nei musei di Taranto, Brindisi, Lecce ed Egnazia e, soprattutto, in collezioni private e pubbliche.

A Berlino si conserva un vaso che raffigura la lotta tra Diomede e i Messapi. Anche nelle campagne intorno a Ceglie vi sono reperti che resistono al tempo; infatti i monaci italo-greci vi avevano eretto i grandi monasteri, come l'abbazia di sant'Anna, in periferia dell'attuale abitato, e la chiesa della Madonna della Grotta.

Lo studio di vecchie mappe ha rivelato che il centro della città si sviluppava ai piedi di un colle, circondato dagli antichi "paretoni", le cui vestigia è possibile osservare ancor oggi."Li ciend’ scalun”, ovvero la scalinata, la cui struttura è quasi intatta dava accesso all'acropoli, ricca di templi dedicati al culto degli importanti edifici. Oggi, in cima al colle vi è il castello ducale.

Del 2006 è l'ultimo ritrovamento di un sito archeologico che ospita la tomba di una famiglia del IV secolo a.C., con 5 scheletri, cinture in bronzo e ceramiche ornamentali. Passata sotto il dominio dei Longobardi, la città prese l'appellativo dapprima di Ceglie della foresta per trasformarsi, in seguito, in Geglie del Gualdo.

Con la dominazione spagnola la cittadina pugliese cadde in decadenza,cambiò il suo appellativo in Celie De Gado e divenne solo un povero villaggio sotto la baronia di varie famiglie, quali gli Orimi, Scosciò, Brancaccio, Dentice e Pignatelli. Il primo feudatario ad abitare il castello di Ceglie fu, probabilmente, un certo Pagano, un normanno distintosi per imprese militari, o un nobile molto vicino alla dinastia reale degli Altavilla.

L'ultimo della dinastia dei Pagano, in procinto di partire per una crociata, pare abbia donato alla Curia di Brindisi la città di Ceglie Messapica. Nel 1190 Ceglie fu ceduta alla famiglia Drimi, che la detenne fino al 1220. Caduta la dinastia normanna con gli Svevi Ceglie fu ceduta a Gervasio De Persona, noto come De Matina, cui successe il figlio Glicerio. In seguito, ritenuti i de Matina traditori per aver seguito gli Svevi nella loro avventura bellica, Ceglie passò ai De Tuzziaco, i quali la tennero dal 28 gennaio 1258 fino al 1273, anno della morte di Ezzelino II De Tuzziaco.

Alla morte di Ezzelino II, la terra di Ceglie divenne feudo di Giovanni Pipino. Giacomo Pipino, discendente di Giovanni, medico personale di Carlo II d'Angiò, fu impiccato per tradimento al merli del castello di Altamura per ordine di fra' Pino, arcivescovo di Brindisi e Oria, e il feudo passò ai Sanseverino.

Per alterne vicende il feudo, poi ridottosi al solo castello, divenne proprietà dei Lubrano poi dei Sisto y Britto e, infine, dei Venusio. Nel Risorgimento, a Ceglie, Pietro Elia, amico personale del Mazzini, fondò una sezione della Giovine Italia che divenne in breve una importante cellula del movimento e contribuì efficacemente alla lotta contro i Borboni.

Negli anni immediatamente successivi all'unificazione furono realizzati, per il ridestarsi del fervore artistico e letterario, numerosi monumenti quali la chiesa di San Gioacchino, il macello comunale la chiesa di San Rocco, il cimitero, il teatro comunale, il convento dei padri passionisti e la torre dell'Orologio nella piazza Plebiscito.

Monumenti e chiese

Molte sono le cose da vedere e non perdere durante una vacanza a Ceglie Messapica; punto di riferimento del paese è il castello dei Sanseverino (secolo XV) edificato attorno ad una primitiva torre normanna. La chiesa dell'Annunziata, del XIV secolo, è in stile gotico, con un campanile a vela ad un solo fornice e copertura ad ogiva. E' una delle chiese più antiche esistenti nel nucleo urbano di Ceglie Messapica.

La chiesa matrice è del 1521 ma fu riedificata sul finire del secolo XVIII. Trulli e specchie, tumuli di pietra con funzione funeraria, ne testimoniano l'antica origine. A circa 3 chilometri, verso Francavilla, vi è la bellissima cripta di San Michele, impreziosita da stupendi affreschi della scuola bizantina del XIV secolo.

Il santuario di San Rocco risale al secolo XIX e fu progettato dall'ingegnere Antonio Guariglia di Lecce; venne dedicato al santo di Montpellier nel 1888. Ha una pianta a croce taumata, mentre l'abside semicircolare è ripartita in due piani da un ballatoio su cui è posta la statua lignea, settecentesca, del taumaturgo.

All'interno, oltre ad una tela del 1766, opera del pittore Casale, si custodisce una secolare statua di pietra di san Rocco. L'abbazia di Sant'Anna, del XII secolo, rappresenta uno dei monumenti più significativi dell'architettura sacra dell'alto Salento.

La struttura è ad una sola navata, priva di transetto e senza abside. Il dipinto più significativo all'interno della chiesa è quello raffigurante la morte di sant'Anna, dalla resa iconografica e cromatica esemplare. Le prime notizie riguardanti l'abbazia risalgono al 1183.

La chiesa di San Domenico, del XVII secolo, venne costruita nel 1688 sui resti di una precedente chiesa dedicata a san Leucio, protovescovo di Brindisi. Per le sue forme tardo-barocche può essere considerata tratto di congiunzione tra il plateresco barocco leccese e quello di Martina Franca dagli stilemi borrominiani.

Sulla porta centrale, nel retrospetto, è collocata l'Ultima Cena del Casale, del 1776, dalla tavolozza ricca ed ariosa. In una nicchia, discosta dall' altare maggiore, la statua lignea di san Domenico di Guzmán, che fornisce il titolo al tempio, raffigura il santo nell'atto di proteggere la Chiesa dalle eresie. Ai piedi il cane della fedeltà e della devozione al pontefice ed alla Chiesa del Cristo.

La Chiesa di San Gioacchino, del XIX secolo, venne eretta nel 1871 per un ex voto dei cittadini di Ceglie al Santo che li aveva preservati dal colera.

Il tempio, a pianta ottagonale come il Pantheon di Roma, non è completamente terminato. Nella cripta di Sant'Aurelia, a pianta semicircolare, decorata con i simboli del cristianesimo primitivo, si conserva, sotto la mensa dell'altare centrale, il corpo della santa martire Aurelia, giovanissima fanciulla di origine greca, vissuta nel III secolo d.C.

Eventi, feste e fiere

  • 2 Maggio: Fiera del Santissimo Crocifisso.
  • 13 giugno: Festa di sant'Antonio. 
  • Luglio- agosto: Cegliestate. 
  • 21 luglio: Festa di san Lorenzo. 
  • Prima settimana di agosto: Fiera dell'Agroalimentare. 
  • 13 agosto: Fiera dell'Assunta. 
  • 16 agosto: Festa patronale di san Rocco.
  • Dicembre- gennaio: Dicembre musicale.

Prodotti tipici locali

Piddica, mandorle, olio di oliva.

Personaggi famosi

Ceglie annovera, tra i personaggi illustri del Novecento, il grande pittore futurista Emilio Notte e lo scienziato Cataldo Agostinelli.

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