Vacanze Vieste

Informazioni utili

vieste

Mercato settimanale: lunedì
Santo patrono: Santa Maria di Merino e san Giorgio
Festa patronale: 23 aprile e 9 maggio
Abitanti: viestani
Come si raggiunge: A 14, uscita Poggio Imperiale, poi superstrada Garganica sino a Vico del Gargano e SS 89, uscita Vieste
Guardia medica: 0884/705645
Musei: Museo Malacologico, via Pola, 8, tel. 0884/707688; Museo civico Archeologico Michele Petrone, via Celestino v, 78, tel. 0884/8578

Cenni storici

La città fu dominata, in varie epoche, da Longobardi, Bizantini, normanni e svevi. La sua origine è legata all'antica città di Uria, attestano vari reperti quali resti di antiche ville romane e della città di Merinum. Secondo altri, Vieste non è che l'antica Apenenestre di cui già parlava Tolomeo nel in secolo a.C.

Monumenti e chiese

Il centro storico è di epoca medievale, con vicoli stretti e tortuosi che s’inerpicano con scalinate sulla roccia, con le tipiche costruzioni basse e bianche.

Esso ospita il castello, risalente al XIII secolo. La sua pianta è triangolare ed è dotato di bastioni pentagonali. La cattedrale è una delle opere più interessanti del romanico pugliese.

Poco distante dal castello, con la sua monumentalità attrae frotte di turisti che, specie nei mesi estivi, si concentrano nella città coralmente ritenuta "perla del Gargano".

Il 9 maggio, in occasione della festa della Madonna di Merino, patrona della città, viene condotta in processione la tela che raffigura la Vergine in una antica chiesetta a lei dedicata, distante circa 6 chilometri da Vieste.

Il Seggio, è un edificio con un orologio solare, sino a qualche tempo fa sede del Municipio. La chiesa di San Francesco è un antico monastero che ha subito nel corso dei secoli vari assalti dei Turchi.

Siti archeologici

A circa 6 chilometri dalla città, vi è un'area archeologica che presenta reperti di grande interesse artistico e storico con i resti di una villa romana del I secolo a.C.; all'interno di quest'area è situata la chiesetta della Madonna di Merino, patrona della città.

Bellezze naturali

La costa viestana, più volte premiata con la bandiera blu d'Europa, è un susseguirsi di baie e calette di sabbia soffice quanto la seta e meravigliosa per il suo colore tra il biondo dorato e l'argenteo.

Il mare cristallino assume tonalità che vanno dallo smeraldo all'azzurro intenso, a significare fondali incontaminati e pescosi. La baia di San Felice, situata in un panorama meraviglioso con i dossi a macchia mediterranea, costituisce un'attrazione turistica per la natura che la circonda, per il mare incontaminato e per il suo stupefacente "architello".

Una leggenda narra che quest'arco meraviglioso sia stato costruito dalle Ninfe marine e dai Tritoni per accogliere nel mese di luglio Nettuno, re del mare, e Anfitrite, sua sposa, giunti a Vieste per celebrare il loro amore.

Altre baie degne di essere ricordate per l'insita bellezza sono quelle di Pugnochiuso, delle Zagare e di Campi Vignanotica; le grotte, inoltre, disseminate lungo la costa fanno da corona al paesaggio garganico con gli splendidi riflessi del sole che, durante il tramonto, s'immerge nella distesa marina.

Il faro e lo scoglio di Sant'Eufemia sono legati ad un'altra leggenda che narra di Vesta, la moglie di Noè. Salvatosi con la sua famiglia dal diluvio universale, grazie all'arca che Dio gli aveva imposto di costruire, Noè approdò sull'isolotto situato tra Punta San Francesco e Punta Santa Croce, dove seppellì sua moglie Vesta.

Sul territorio della città di Vieste poi fondò una città cui dette il nome della moglie, a ricordo della dolce compagna della sua vita. Pizzomunno è una delle più belle spiagge di Vieste. Prende il nome da un enorme monolito bianco che si erge dal mare a pochi metri dalla riva.

A esso è legata una leggenda, che pur con varie interpretazioni, resta una bella favola d'amore, un amore contrastato tra due giovani amanti.

La Legenda di Pizzomunno

Una delle versioni narra che Pizzomunno, un giovane affascinante, alto e di bell'aspetto, amava Crisalda, una fanciulla dolcissima, bellissima e dai lunghi capelli biondi. Il loro amore però era contrastato dalle sirene che, quando al mattino Pizzomunno si portava al largo con la sua barca, cercavano di ammaliarlo con i loro canti seducenti. Il ragazzo, che amava la sua innamorata di un amore sincero e appassionato, rifiutava ogni volta di divenire il loro amante.

Un giorno le sirene, rese furiose dai continui rifiuti del giovane Pizzomunno, rapirono la bella Crisalda e la portarono negli abissi marini. La povera Crisalda morì e il suo corpo restò per sempre negli abissi marini; Pizzomunno, invece, ebbe un altro destino.

Quando si recò con la sua barca in cerca della fanciulla e la vide, lì, fra gli scogli profondi, con i suoi bei capelli biondi che fluttuavano alle correnti marine, si pietrificò per l'immenso dolore e avvertì il suo corpo trasformarsi in un blocco di pietra, il grande monolito che ora campeggia nella marina viestana.

La tradizione popolare, però, come la fama, ingrandisce o sminuisce i fatti e gli avvenimenti, per cui le altre versioni, sia pure di poco, differiscono da quella sopra riportata. Una di queste, ad esempio, dice che la città prese il nome dalla bella fanciulla, Vieste, rapita e uccisa dalle sirene, a ricordo dell'amore che legava i due amanti. L'ultima versione è la più suggestiva. Narra, infatti, di Crisalda, figlia di due divinità marine, innamoratasi del bel Pizzomunno, un semplice pescatore.

L'amore tra i due fu contrastato dai genitori della fanciulla che, per punire la sfrontatezza di Pizzomunno che aveva osato sfidare la loro ira, lo trasformarono in uno scoglio, lo scoglio che è di fronte alla città di Vieste. La leggenda narra che nelle notti di luna piena Pizzomunno torni uomo e incontri Crisalda, la bella dea innamorata del bel pescatore.

Eventi, feste e sagre

  • Febbraio:Carnevale 23 aprile: Festa dei santi patroni, santa Maria di Merino e san Giorgio. La festa ha luogo con la processione della statua di san Giorgio, fuochi d'artificio e la famosa corsa dei cavalli che si svolge sulla spiaggia antistante il castello. Le celebrazioni terminano, a sera con spettacoli e concerti musicali.
  • 9 maggio: Festa di santa Maria di Merino. In processione i fedeli trasferiscono la tela con l'immagine della Madonna dalla cattedrale al santuario della Vergine, fuori città. La processione si snoda per le vie di Vieste sino alla villa comunale.
  • Giugno‑settembre: Vieste‑Estate, la celebre manifestazione che si articola in spettacoli di vario genere, dalla musica al teatro, alle proiezioni cinematografiche e alla Mostra dell'editoria e dei libri delle donne.
  • Primo sabato di settembre: Sagra del pesce azzurro con degustazione della cucina locale dedicata alla cottura del pesce. Le vie della città profumano di buon pesce fresco cotto alla griglia.

Piatti tipici

La cucina tipica di Vieste è quella mediterranea, in cui si prediligono pasta fresca, possibilmente fatta in casa, verdure, pesci, molluschi e crostacei.

  • Frecune pi cemaredde: si tratta di un'ottima pasta sfoglia condita con una spezia particolare, l'erisimo.
  • La tiella di patate "arracanate", a base di patate arricchite, secondo la personale preferenza, da pomodori, formaggio pecorino grattugiato, pangrattato, origano, prezzemolo, funghi, tutto adagiato su fette di pane a strati.
  • La ciambotta di pesce è una squisita zuppa di pesce di scoglio, crostacei e molluschi, con soffritto di cipolla, peperoni verdi, pomodoro e peperoncino.
  • Le strascinate sono una versione particolare di orecchiette da condire con finocchietti, patate e rucola.
  • Minestre di verdure con fave o fagioli e con cicoria selvatica.
  • Spigola lessa con olio e limone.
  • Spigola arrosto con contorno di insalata grassa.
  • Frittelle intinte nel "vincotto".
  • Cannoli alla ricotta, cedro e cannella.

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