Vacanze Monte Sant'Angelo

Informazioni utili

monte sant angeloMercato settimanale: sabato 
Santo patrono: San Michele Arcangelo 
Festa patronale: 29 settembre 
Abitanti: montanari 
Come si raggiunge: A 14 Bari Foggia; da Foggia immettersi sulla SS 89 direzione Manfredonia; in località Macchia deviare per Monte Sant'Angelo Frazioni: Macchia (Marina di Monte Sant'Angelo) e Ruggiano

Cenni storici

Il paese sorge sul monte omonimo, a circa 800 metri sul livello del mare. Lo sguardo si allarga sino ad abbracciare tutto il Gargano, lo splendido golfo di Manfredonia e le coste del territorio barese.

Il territorio fu abitato in tempi antichissimi, ma le prime notizie che ne parlano come di una città risalgono al Medioevo e si riferiscono, in particolare, al rione Junno, con le sue case bianche su cui si innalzano grandi comignoli.

Monumenti e chiese

La città conserva importanti monumenti, quali la tomba di Rotari, re dei Longobardi, autore del famoso editto che prese il suo nome, in cui erano tracciate le leggi a cui doveva sottostare il suo popolo, fondate su antiche consuetudini germaniche, con richiami al diritto romano; il castello normanno svevo aragonese, famoso oltre che per la sua bellezza, per la permanenza di Federico II e della sua ultima moglie, Bianca Lancia; il santuario con le bellissime porte in bronzo, la statua d'alabastro del santo protettore, la sedia episcopale in marmo del papa Leone II e la croce d'argento di Federico II; l'abbazia della Madonna di Pulsano, lungo la Via Sacra Longo bardorum, con pregevoli icone di epoca bizantina; il rione medievale Junno e la chiesa di Santa Maria Maggiore.

La leggenda della Montagna sacra

La montagna su cui si erge la città di Monte Sant'Angelo è chiamata "Montagna Sacra". A circa 800 metri sul livello del mare, costituisce uno dei più grandi misteri della terra di Capitanata. Il mistero è dato dalle apparizioni, nel V secolo, di san Michele Arcangelo, dalla misticità che regna intorno alla grotta dove si dice sia apparso il principe degli angeli. Michele, infatti, significa "come Dio", quindi l'angelo più caro all'Onnipotente.

La sua stessa grotta è un mistero. Si dice che abbia modellato egli stesso una statua con le sue sembianze, conservata nella chiesa a lui intitolata; si dice che nella grotta abbia lasciato un’impronta del suo calcagno; si raccontano vari episodi in cui l’arcangelo sarebbe intervenuto per difendere i popoli a lui cari, e tra questi vi è certamente il popolo di Capitanata, se ha scelto questa terra come suo santuario; si dice che si apparso ad alcuni pellegrini “garantendo che chiunque avesse portato con sé una pietruzza della roccia della grotta sarebbe protetto dalla peste, un male terribile che in buona parte del primo e secondo millennio ha flagellato popoli interi.

I monaci tentarono di convincere i fedeli a non divenire schiavi di questi talismani che trascendevano nel pagano, ma inutilmente, anzi si diffuse anche la credenza che l’acqua che colava nella caverna avesse un potere miracoloso, pertanto molti furono i pellegrini che ne fecero incetta. Il culto del santo non è un fatto squisitamente pugliese, ma si diffuse in un più vasto territorio che va dalla Puglia al Lazio, al Piemonte e ha valicato i confini giungendo anche in Francia e in altri territori europei, tanto che la grotta del santo è divenuta meta obbligata per i crociati che si recavano a combattere in Terra Santa.

Tra le apparizioni e gli interventi dell'arcangelo Michele ve ne sono alcuni molto suggestivi. Una leggenda narra di un allevatore di Siponto che smarrì uno dei suoi tori.

Dopo una lunga ricerca, lo ritrovò in una grotta. Infuriato per aver dovuto allontanarsi dagli altri animali, invece di riprenderlo gli scagliò contro una freccia. Ma il dardo, anziché colpire l'animale, inverti la direzione e trafisse lo stesso arciere. Interpellato, il vescovo Lorenzo Maiorano asserì che si trattava di un evento straordinario. La conferma si ebbe alcuni giorni dopo, quando lo stesso san Michele Arcangelo, apparso miracolosamente, si dichiarò artefice dell'accaduto. E non solo.

Infatti, il vescovo Maiorano indisse un pellegrinaggio con processione, a cui parteciparono anche i vescovi di Trani, Canosa Canne e Venosa; quando giunsero nella grotta vi trovarono un altare sormontato da una croce e l'impronta del piede di san Michele Arcangelo.

Si riporta anche che sia stato trovato l'omphalos, cioè la triplice cinta, sulle pietre tombali della chiesa di Monte Sant’Angelo; inoltre, nell'atrio del santuario, collocata in alto, vi è un’iscrizione latina ripresa dalla Genesi, in cui Giacobbe, come riporta una delle fonti a cui mi riferisco, così recita: Terribilis est locus iste hic domus est Dei! et Porta coeli, che tradotto significa “questo è un luogo terribile. Questa è la casa di Dio e la porta del cielo”. Le montagne, infatti, sono dette "Casa di Dio", proprio a suggellare il concetto di sacralità legato alla montagna su cui sorge della Capitanata.

Eventi feste, sagre e fiere

  • 18 marzo: Festa di san Giuseppe con falò.
  • 8 maggio: Pellegrinaggio in onore di san Michele Arcangelo.
  • 6-31 agosto: Concorso fotografico internazionale Trofeo Città di Monte Sant'Angelo.
  • 29 settembre: Fiera della Madonna di Pulsano.
  • Prima settimana di novembre: Sagra della castagna.

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