Vacanze Carovigno

Informazioni utili

carovignoMercato settimanale: martedì
Santo patrono: Maria SS. del Belvedere 
Festa patronale: lunedì e martedì dopo Pasqua 
Abitanti: carovignesi 
Come si raggiunge: SS 16 Bari-Brindisi, uscita Carovigno 
Guardia medica: 0831/995505

Cenni storici

Fondata dai Messapi, fu chiamata dapprima "Carpinia" dal termine greco Karbinia, cioè la fruttifera, ad indicare quanto fosse copiosa di mandorle, fichi, olio e vino. L'attuale toponimo, Carovigno, deriva da una serie di trasformazioni dei nome originario, attuatesi nel corso dei secoli e delle dominazioni.

Sorge su un colle fortificato con mura megalitiche, che attualmente costituisce buona parte del quartiere medievale. Fu abitata fin dalla prima età della Pietra. Sono presenti, infatti, molti interessanti ritrovamenti del Paleolitico e del Neolitico e testimonianze di insediamenti umani. In contrada Carisciola e nei pressi della lama di Mezzaluna molti sono i reperti di grande valore logico archeologico.

L'importante materiale archeologico conservato nei musei di Egnazia, Brindisi e Taranto testimonia l'importanza che assunse la città della Japigia con la civiltà messapica. Durante il Risorgimento Carovigno contribuì all'unificazione con personalità di grande spessore culturale, tra cui Salvatore Morelli, uno fra i primi sostenitori dell'emancipazione della donna, dell'introduzione della scuola materna di quell promiscua.

Monumenti e chiese

Chiesa e convento del Soccorso. Fu la prima sede dei padri carmelitani in Carovigno. Questo insediamento religioso, sorto nel 1588 nella zona valliva denominata "Pacifico", lungo la strada che da Ostuni conduce a Brindisi, ha condizionato lo sviluppo urbano di Carovigno tra Cinquecento e Seicento, determinandone l'andamento in direzione sud-est.

Il luogo malsano dove sorsero convento e chiesa, tuttavia, costrinse ben presto i padri carmelitani a trasferirsi in una zona più adatta, nei pressi della "terra"; così il convento del Soccorso fu denominato Carmine Minore. A navata unica, voltata a botte, presenta sul portale d'ingresso una lunetta affrescata raffigurante la Vergine del Monte Carmelo sostenuta da due angeli fra i santi Elia ed Eliseo.

Il castello di Carovigno sorge sul punto più alto del paese. La scelta della posizione fu dovuta a necessità logistiche, in quanto strategicamente più adatta alla difesa. Dall'alto delle torri si domina infatti, tutta la fascia costiera che va da Torre Canne sino a Brindisi.

Il Castello di Serranova
 a circa 9 chilometri da Carovigno, vi è un piccolo borgo Serranova. Lo sovrasta, da tempo immemorabile, una masseria fortificata divenuta castello per le ristrutturazioni operate nel tempo dai vari signori, sino a giungere all'ultimo, il principe Dentice di Grasso, che ne fece la sua residenza estiva. La costruzione del castello di Serranova, poi ristrutturato dal feudatario Ottavio Serra nel 1629, risale al 1350.

L'accesso al castello era possibile tramite l'abbassamento di un ponte levatoio. In un altare nel castello, inoltre, si conserva un crocifisso in legno, a cui si attribuiscono poteri miracolosi. Di notevole importanza, anche se di un autore sconosciuto del Seicento, è una tela sull'altare maggiore che raffigura i santi Crisante e Doria, protettori degli abitanti della masseria di Serranova.

Santuario di Maria SS. di Belvedere posto a 3 chilometri da Carovigno, il santuario, costruito nel XVI secolo su cripte preesistenti, è affrescato con pitture bizantineggianti. Sorge su un'antichissima grotta alla quale si accede scendendo 47 scalini. I festeggiamenti in onore della Vergine si svolgono il lunedì, il martedì e il primo sabato dopo la domenica di Pasqua.

La leggenda del Crocifisso di Serranova

Il crocifisso dovrebbe essere di provenienza marinara, precisamente da una imbarcazione il cui equipaggio, salvatosi per miracolo da un violento temporale sulla costa di Torre Guaceto, ne volle fare dono alla cappella di Serranova come ex voto per la grazia ricevuta. Il 3 maggio di ogni anno il crocifisso di Serranova viene portato in processione per scongiurare eventi calamitosi o siccitosi.

La leggenda della 'Nzegna

Nella tradizione è una festa popolare e religiosa legata al culto della Madonna SS. Maria di Belvedere. Racconta la leggenda del rinvenimento dell'immagine della Madonna all'interno di una cripta di natura basiliana, sul colle di Belvedere, per ispirazione di un signore di Conversano che, gravemente ammalato, ebbe, in sogno, la visione e di una Matrona vestita di stelle che lo invitava a recarsi a Carovigno in una grotta della contrada di Belvedere a rinvenire la sua immagine. Il signore, essendo impossibilitato a muoversi, pregò un suo mandriano di recarsi sul posto indicatogli dalla Madonna, alla ricerca del prezioso affresco.

Dopo una lunga e infruttuosa ricerca, il mandriano era sul punto di tornare dal suo padrone, quando si accorse di aver smarrito una giovenca. Preoccupato, prese a rifare il cammino percorso sino a quel punto. Dopo un po' di tempo scorse una grotta che non ricordava di aver visitato.

Spinto dalla curiosità ne attraversò l'ingresso e, con sua grande meraviglia, vide la giovenca che credeva smarrita all'interno della grotta, adagiata di fronte al dipinto della Madonna. Racconta, ancora, la leggenda che il mandriano, preso dalla grande emozione e da immensa gioia, prese a lanciare in aria il suo bastone a cui aveva legato un fazzoletto di vari colori, per attirare l'attenzione dei contadini vicini e comunicare loro il miracolo di cui era stato testimone.

Altre fonti, questa volta scientifiche, dimostrarono che il dipinto della Madonna di Belvedere è di origine bizantina, realizzato dai cristiani che, a seguito dell'editto del 726 d.C. emanato dall'imperatore d'Oriente Leone Isaurico Iconoclasta contro il culto delle immagini sacre, rifugiati nelle grotte rupestri celebravano le funzioni religiose venerando le immagini che dipingevano essi stessi.

La bandiera della "Nzegna", o "insegna mariana", di forma quadrata con disegni a triangolo di vari colori, reca al centro la rosa mistica bizantina associata all'immagine della Vergine.

La leggenda della Spada

Ma ancora, accanto all'altare nel castello di Serranova, c'è una spada miracolosa che, sempre secondo la tradizione popolare, avrebbe salvato da sola alcuni cittadini del borgo antico dall'attacco dei Turchi, tagliando la testa ad uno di essi e facendo fuggire gli altri.

Il rito religioso de L'Osanna

La sua origine si perde nella notte dei tempi; di certo è legato ai riti ereditati dai Greci. Oramai questa originale tradizione religiosa, che si è svolta sino alla prima metà del XX secolo, è caduta in disuso presso le nuove generazioni.

Riconoscimenti

Il comune di Carovigno in una recente indagine di Legambiente è stata inserita, nella Guida Blu, tra le località balneari con tre vele, ad indicare lo splendore delle sue acque incontaminate.

Bellezze naturali

Sono da ricordare, per i suggestivi, paesaggi, le località di Serranova, con il suo castello, Santa Sabina e Specchiolla.

Feste e fiere

  • Lunedì, martedì e sabato dopo Pasqua: Festa patronale di Maria Santissima di Belvedere, durante la quale si svolge la battitura della "Nzegna".
  • Corpus Domini: il Vescovo porta in processione il Sacramento per le vie principali della città montando su un cavallo bianco parato.
  • 13 maggio: Serranova, Fiera del bestiame, in concomitanza con la Festa del Santo Crocifisso
  • Primo fine settimana di agosto: festa di santa Maria Goretti.
  • Prima domenica di agosto: fiera della Madonna dell'uragano. 
  • 17 agosto : festa della Madonna dell'Uragano. 
  • Ultima domenica di agosto: Santa Sabina, Festa patronale di santa sabina 
  • Prima settimana di settembre: Processione a mare dei santi protettori, che si svolge in occasione dei festeggiamenti dei santi patroni della città, san Teodoro d'Amasea e san Lorenzo da Brindisi. 
  • Dicembre: Manifestazioni natalizie nel borgo medievale.

Personaggi famosi

Alessandro Massimo Cavallo nacque in Carovigno nel 1834 e riaffermò i diritti del popolo carovignese sul Santuario di Belvedere, smontando un'assurda e ridicola pretesa feudale mal fondata sul diritto di patronato.

Salvatore Morelli, avvocato e letterato, nacque a Carovigno nell'anno 1824. Nel 1849, nel 1851 e nel 1854 i Borboni lo mandarono in esilio e nelle carceri; ma nel 1860 fu eletto deputato al Parlamento, ove fu uno dei più eloquenti oratori.

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