Vacanze Calimera

Informazioni utili

calimeraMercato settimanale: giovedì
Santo Petrono: San Brizio
Festa patronale: 29 luglio
Abitanti: calimeresi
Come si raggiunge: SS 379 e SS 16, tangenziale ovest di Lecce, uscita Sternatìa, Martignano
Guardia medica: 0832/873998

Cenni storici

Le scarse fonti storiche non permettono di poter accertare con sicurezza le antiche origini calimeresi. Il nome, che in greco significa buongiorno, e una serie di altre testimonianze attribuiscono la nascita di Calimera alle popolazioni greche che colonizzarono l’area durante il periodo bizantino. Inserita nel sistema viario romano, quindi vicino alla via Traina-Calabra, rappresento da subito un sito adatto ad essere ripopolato.

Interessata come gran parte delle altre località dell’estrema terra di Puglia, dalle numerose azioni di pirateria da parte dei saraceni prima e dei turchi nel 1480, Calimera legò le sue vicende a quelle della vicina Martano e alle famiglie che la ebbero in feudo. Riuscì ad affrancarsi dalle ingerenze martanesi verso la metà del 1500 per poi ritrovarsi infeudata al marchese Del Monte, a Don Luigi Trani, al duca Lorenzo Brunossi e al marchese Sebastiano Gadaleta.

Dopo la fine della feudalità, Calimera ha legato le sua economia principalmente ad attività marginali dell’agricoltura quali la produzione del carbone, per poi divenire ciò che ancora oggi è un attivo centro nel terziario prospero economicamente e vivace da un punto di vista culturale.

Cosa vedere

L’area ellenofona della Grecìa Salentina è elemento di forte attrazione per quanti giungono in vacanza in Puglia. Calimera ne rappresenta un pilastro fondamentale dimostrandosi, all’interno dell’Unione dei nove comuni, tra i più attivi nel recupero di questa peculiarità culturale antichissima. Dell’antico borgo oggi è rimasto ben poco e ad essere apprezzata è invece l’architettura a noi relativamente più recente.

Degna di nota è la Chiesa di San Brizio, protettore della Città, di cui si segnala in particolare una tela della Madonna della Misericordia raffigurata in un inedita versione gravida. Palazzo Montinari merita di essere segnalato per il suo bel portale e perché residenza dell’ultimo protopapàs di rito greco morto nel 1621.

All’interno del centro urbano segnaliamo anche l’architettura diffusa di chiara origine popolare come le case a corte e i sappuerti, vani antistanti le abitazioni destinati al deposito degli attrezzi e al ricovero degli animali. In tutto il territorio circostante sono presenti alcune cappelle rurali come quella di S. Vito dove ogni lunedì di Pasqua si consuma l’antico rito propiziatore di fertilità mediante il passaggio attraverso un masso forato di epoca precristiana conservato nella cappella.

Calimera è poi sede di un validissimo Museo di Storia Naturale attivo anche nell’accoglienza e nel reinserimento di animali feriti o debilitati.

Nel periodo estivo il piccolo comune del leccese diviene luogo di attrazione turistica per il suo folklore e tradizioni: in occasione della festa patronale molti sono i calimeresi che vivono lontani a ritornare nel borgo natio per passare le vacanze estive.

Durante il 28 e il 29 di luglio si celebra la festa di S. Brizio, tradizionale appuntamento con luminarie, bancarelle, spettacoli pirotecnici ecc.

Segnaliamo ancora la Rappresentazione della Passione di Cristo secondo il rito greco-bizantino durante il periodo pasquale, la Mostra dell’artigianato locale e Fiera di Costantinopoli il 23 di settembre e la Festa della Pucceddhra (pane con le olive) il 7 dicembre.

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